Situata al centro della Sicilia, la Provincia di Enna è particolarmente apprezzata per le sue bellezze naturali. Conosciuta come la Provincia dei laghi, la zona di Enna offre panorami particolarmente affascinanti e una natura tutta da godere. Enna è il capoluogo di provincia più alto d’Italia ed è nota come “Ombelico di Sicilia” per la sua posizione e “Belvedere di Sicilia” per le incredibili panoramiche sull’isola. La Provincia di Enna conta anche un geoparco Mondiale riconosciuto dall’UNESCO: la Rocca di Cerere Geopark. Con 7 Riserve Naturali e 37 laghi, questa zona privilegiata diventa un vero e proprio paradiso naturale. Il Lago di Pozzillo, nei pressi di Regalbuto, è uno dei più grandi bacini artificiali d’Europa. Qui è in progetto la costruzione del Parco Divertimenti più grande d’Europa. Anche dal punto di vista storico-artistico, la Provincia di Enna soddisfa pienamente chi la visita. Piazza Armerina è nota per i suoi pittoreschi mosaici romani. Panorami mozzafiato e natura a portata di mano.

Tutti i Comuni della Provincia di Enna

Agira

A 670 metri s.l.m., è una delle più antiche città dell’ interno della Sicilia, ricchissima di storia. Alcune grotte fuori dell’abitato conservano tracce di frequentazione umana risalenti al Paleolitico, al Neolitico e all’età del Bronzo; i primi coloni greci arrivarono nel VI secolo a.C. Molto apprezzata le specialità gastronomiche tra cui spiccano le “Cassatelle” con involucro di pastafrolla ripieno di mandorle, cacao e farina di ceci e gli “infasciateddi” con mandorle, miele e cannella.

Aidone

Affacciandosi su un’area che va dall’Etna alle vette dei Nebrodi è ricca di boschi e aree protette. La sua edificazione risale all’epoca araba, ma il paese fu rifondato all’arrivo, XI sec., di una colonia lombarda al seguito di Ruggero d’Altavilla. Presso il Museo Archeologico di Aidone si conserva la colossale statua della Dea, dal corpo di tenera pietra calcarea con la testa e gli arti di bianco marmo, proveniente dall’antica città greca.

Assoro

Assoro sorge a circa 850 m slm sul monte “la stella”. Nel punto più alto sorge il castello. Risulta frequentata in epoca protostorica dai sicani. L’antica Assoro fu Stato indipendente, con proprie leggi, culti e calendario religioso. I monumenti di Assoro sono pregevoli e numerosi: primo tra tutti la stupefacente chiesa di S.Leone, elevata a basilica nel 1499, dichiarata monumento nazionale. Notevole è inoltre il palazzo dei Principi o della Signoria, di stile catalano, del XV secolo, collegato alla chiesa Madre da un passaggio.

Calascibetta

Il paese è arroccato sulla sommità del monte Xibet. Il nome CalatXibet deriva dall’arabo: il prefisso “Càlat” significa rocca fortificata, seguita dal nome del monte. Abitata fin da epoca antichissima, la città risulta inizialmente un fortilizio arabo, ma i fondatori del primo nucleo abitato sono i normanni che innalzano la Torre (XI sec. d.C.) voluta dal Conte Ruggero d’Altavilla (oggi inglobata nella chiesa dedicata a S. Pietro, edificata da Pietro II d’Aragona nel 1340) per agevolare le manovre di conquista di Enna, allora inattaccabile.

Catenanuova

Il più giovane tra i centri dell’Ennese sorge nella Valle del Dittaino; fu fondata nel 1731 dal Principe di Acicatena Andrea Riggio Statella nel suo feudo di Malinventre, per volere della madre, dopo l’autorizzazione del re di Sicilia Carlo VI. Tra il 1731 e il ’36 divenne un piccolo nucleo urbano ed ebbe la sua piena autonomia. La chiesa dedicata a S.Giuseppe venne edificata intorno al 1736 dopo il terremoto del 1693, per le necessità del feudo della nobile famiglia Riggio, diventando parrocchia dopo la fondazione della città. Arricchì le sue strutture tra la fine del XVIII e la metà del XIX secolo.

Centuripe

E’ una città straordinaria, a partire dalla strana conformazione urbanistica che la fa somigliare ad una stella marina adagiata sulla cima di una montagna. L’artigianato è particolarmente sviluppato, attraverso industrie e laboratori ceramici che si esprimono in svariate forme di anfore, esportate in tutto il mondo; la tradizione dell’arte ceramica vanta una storia di venticinque secoli e affonda le sue radici nella preistoria, come mostrano i reperti custoditi nel Museo, diffondendosi in particolare in epoca greca per tutto il bacino del Mediterraneo.

Cerami

Fu centro colonizzato dai Greci che lo edificarono sulla roccia su preesistenti insediamenti umani. Il sito risulta risalente al II millennio ma l’impronta più duratura, con riflessi fino ai nostri giorni, è stata data dai Normanni e la festa tradizionale dell’alloro, detta “a ‘ntrata u lauru” ricorda il loro ingresso trionfale. In un santuario poco distante dall’abitato è custodita una sacra immagine della “Madonna della Lavina”, oggetto di grande devozione da parte della popolazione ceramese. Una risorsa inestimabile per Cerami è costituita dal turismo naturalistico, essendo inserita nel Parco dei Nebrodi, la più grande area protetta della Sicilia, che cura servizi escursionistici e fruizione sostenibile.

Enna

Posizionata nella parte più elevata di un’ampia dorsale montuosa, si trova proprio nel centro geografico della Sicilia e tale posizione si rileva importante da un punto di vista turistico in quanto permette di visitare la Sicilia in maniera ottimale, infatti Enna dista da Palermo 131 Km, da Catania 87 Km, da Siracusa 135 Km, da Agrigento 88,1 Km, da Ragusa 121 Km, da Trapani 239 Km, da Caltanissetta 32,3 Km, da Messina 181 Km.
È il capoluogo più alto d’Italia, viene chiamata il “belvedere di Sicilia” essendo situata a quasi 1.000 mt di altitudine. Degna di nota la torre ottagonale, uno dei maggiori monumenti federiciani d’Italia del XIII secolo.

Gagliano Castelferrato

Il paese si trova a circa 650m slm, adagiato ai piedi di una gigantesca rupe dai colori rossastri, a causa dell’alta percentuale di minerale ferroso, per cui nel 1862 fu aggiunto l’appellativo Castelferrato. Il centro storico risulta molto suggestivo per la tipica impostazione medievale e interessante è la visita alla trecentesca Chiesa Madre dedicata a S. Cataldo, il cui tetto a cassettoni risale al 1600. Negli ultimi anni si sono sviluppate molte attività artigianali, specie nella confezione tessile, nella produzione di salumi e formaggi e di prodotti tipici derivati dal fico d’india.

Leonforte

Deliziosa cittadina adagiata alle falde del monte Tavi. Nel 1610 il principe Nicolò Placido Branciforti fonda con Licentia Populandi la città, chiamandola Leonforte in omaggio al suo blasone (un leone rampante). Costruisce tra l’altro il palazzo residenziale contornato dalla villa e dalle scuderie, la Chiesa Madre e il convento dei cappuccini dove si trova il mausoleo del principe e della moglie Caterina. Il principe fece costruire la famosa fontana delle ninfe o fonte di Crisa, progettata da scultori romani, di stile barocco e la sontuosa Gran Fonte in pietra dorata. Oggi motore importante dell’ economia leonfortese è la coltivazione della pesca tardiva IGP, del grano, dell’olivo e della fava larga .

Nicosia

Le sue origini sono incerte, i ritrovamenti archeologici fanno presupporre l’esistenza di una città greca. Secondo alcuni storici i bizantini innalzarono una fortezza per difendersi dalle incursioni musulmane. L’espansione urbanistica si sviluppa dopo la conquista di Ruggero d’Altavilla e attorno al 1100 sono attive molte delle chiese tra cui l’attuale S. Maria Maggiore; risulta città demaniale e in epoca sveva una delle prime città di Sicilia.  Sono molte e fastose le chiese del periodo castigliano e spagnolo (XVI-XVII secolo) e non da meno è la costruzione di palazzi baroccheggianti e neoclassici che artisti famosi come il Borremans e il Velasco vengono a decorare.

Nissoria

L’attuale cittadina fu fondata nella metà del XVIII secolo da Francesco Ventimiglia Moncada, principe di Paternò. Risale a quest’epoca la costruzione dell’unica chiesa del paese, quella di S.Giuseppe, che custodisce opere del Borremans e del pittore siciliano Elio Romano, recentemente scomparso (1909-1996). Sul luogo in contrada Torre si trovano i resti di una costruzione fortificata che presumibilmente risalgono a quest’epoca. Passa poi attraverso il dominio di arabi e normanni. Oggi esporta grano e olio, produzione su cui si fonda l’economia del paese. Interessante la visita al Museo etno-antropologico.

Piazza Armerina

La storia di Piazza armerina è nota a partire dall’insediamento normanno, quando Guglielmo I d’Altavilla, dopo la conquista, rase al suolo la vecchia città; ciò purtroppo compromise la sua conoscenza riguardo ai secoli precedenti. Nell’immediata periferia si trova la “Villa del Casale”, fastosa struttura di epoca tardo-romana, al cui interno sono stati portati alla luce ammirabili mosaici per un insieme di circa 3500 mq; il sito dal 1997 fa parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. L’economia di Piazza Armerina si basa essenzialmente sul turismo, rivelandosi una delle mete più richieste per le visite archeologiche e culturali.

Pietraperzia

Il primo nucleo abitato nacque, a ridosso del fiume Salso, intorno ad una fortificazione ad opera dei Sicani, circa 5000 anni fa. Durante il periodo greco ebbe nome Caulonia, secondo il geografo greco Strabone (I sec. a.C.) dalla Caulonia calabra.
La zona comprende circa 50 siti archeologici, tra cui un’insolita costruzione in pietra calcarea di 12 m di altezza, la cui sommità si raggiunge attraverso quattro rampe di scale, forse sede di antichi culti del sole di epoca sicana. Notevole l’architettura del Castello e del Palazzo del Governatore dal maestoso portale gotico.
L’artigianato è fiorente per ferro battuto, ceramica e ricami, così come la produzione di cereali, mandorle, pistacchi e uva.

Regalbuto

Regalbuto nasce in epoca musulmana, ed inizialmente è una stazione presso un Casale sulla strada tra Catania e Palermo (in arabo RAHL BAYT). Un’altra etimologia afferma che il toponimo deriva da RAHL ABBUD, casale di ABBUD, suo ipotetico proprietario. Abbastanza avviata risulta oggi la produzione locale di ceramiche. Una grande attrattiva naturalistica della zona è il lago formato dalla diga Pozzillo immerso in una piana verde sconfinata che ricorda quasi i paesaggi alpini, bacino tra i più estesi d’Europa.

Sperlinga

Situata tra i monti Nebrodi e le Madonie, è definita una “regale dimora rupestre” scavata in una gigantesca mole di arenaria. E’ infatti un esempio di castello rupestre scavato nella roccia, probabilmente risalente al periodo siculo pre-greco (XII-VIII sec. a.C.).
Tutta la zona è ricca di grotte, tra cui i siti rupestri più interessanti sono quelli in contrada Rossa e SS.Quaranta. Sperlinga è conosciuta anche per la produzione artigianale di tappeti (Frazzate), ceste e sgabelli di ferula (Furrizzi) e per i formaggi locali, la polenta di cicerchia (Frascatula) e il tortone (dolce di pane con zucchero e cannella).

Troina

Troina sorge in una zona montuosa, al centro di un terreno ricco di boschi, a 1121 m. E’ stato sempre un sito ambito dai popoli che si stanziarono nell’isola, come centro militare di eccellenza e via di comunicazione tra Sicilia occidentale e orientale.
Troina conserva un fascino singolare anche per il suo folklore legato alle celebrazioni in onore del patrono, il monaco basiliano, S.Silvestro. La città, dopo il terremoto che sconvolse la Sicilia nel 1693, fu ricostruita e tornò ad animarsi di una ricca vita intellettuale, la cui testimonianza è nelle preziose opere conservate nella biblioteca.  Notevoli gli edifici storici, tra cui i Palazzi Pintaura, Russo, Stazzone, Squillaci Calandra.

Valguarnera Caropepe

Nasce inizialmente come insediamento medievale. Per tutto il secolo XIV il Casale appartiene alla nobile famiglia ennese Petroso di Pollicarini. Dopo il terremoto del 1693 l’attuale paese nasce per volontà di Placido Notarbartolo, Duca di Villarosa e viene attestata la “licentia populandi” nel 1761; a quest’epoca risale la costruzione del Palazzo Ducale.
Cessato oggi l’uso industriale il lago sta lentamente naturalizzandosi, con la positiva conseguenza di un notevole incremento della fauna ittica, tra cui carpe, triotti, tinche, granchi e gamberetti.

Villarosa

Villarosa è un comune agricolo posto nel cuore della Sicilia centrale, si distingue per la coltivazione di grano, olive e mandorle, prodotti che si possono apprezzare nell’annuale festività della Madonna della Catena che si tiene l’8 settembre.

A causa della crescente disoccupazione che ha attanagliato il Mezzogiorno, la cittadina è stata colpita da un repentino fenomeno di emigrazione durante il secolo XX. Gli emigranti hanno raggiunto località di tutti i continenti, in particolar modo la cittadina belga di Morlanwelz, gemellata con Villarosa dal 2002